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Qual è il meccanismo d’azione di un’esca topicida?

Per funzionare le esche topicide devono essere ingerite dal topo. Fattore fondamentale per ogni esca è quindi quello di essere più attrattive ed appetibili delle fonti di cibo alternative presenti nell’area da trattare.

Una volta ingerite, il principio attivo contenuto nelle esche si accumulerà fino al raggiungimento della sua dose efficace, compromettendo successivamente le funzioni vitali del topo.

Tra i principi attivi rodenticidi vi sono gli anticoagulanti di prima generazione (Warfarin) che hanno solitamente breve durata d’azione rispetto a quelli di seconda generazione (Brodifacoum, Bromadiolone, Difenacoum e Difetialone) che sono quelli attualmente più utilizzati nelle esche rodenticide.

Questi funzionano come antagonisti del naftochinone conosciuto ai più come vitamina k. La vitamina K concorre, attraverso un ciclo complesso, ad attivare i fattori che regolano la coagulazione del sangue.

Una volta ingeriti, gli anticoagulanti interagiscono fortemente con uno dei complessi enzimatici che attiva la vitamina K interrompendone il normale ciclo e riducendo quindi i fattori di coagulazione.

La riduzione dei fattori di coagulazione crea piccole emorragie interne che portano alla morte del ratto. I segni clinici insorgono da 2 a 7 giorni dopo l’ingestione quando si esauriscono i fattori della coagulazione.

Altra sostanza attiva topicida è il Colecalciferolo (vitamina D). Il colecalciferolo è una sostanza facente parte del gruppo delle vitamine, ben conosciuta e ad effetto rodenticida. Non è un anticoagulante e quindi risulta pienamente efficace contro ratti e topi resistenti agli anticoagulanti di prima generazione e di seconda generazione. Una grande differenza rispetto agli anticoagulanti è la modalità d’azione: una volta ingerita provoca una rapida perdita di appetito nei roditori, gli animali non mangiano quasi più nulla dopo 2-3 giorni dall’ingestione di una dose letale.

Tra i principi attivi ad azione topicida abbiamo l’alfacloralosio: è un narcotico ad effetto rapido. Rallenta una serie di processi metabolici essenziali come l’attività cerebrale, la pulsazione cardiaca e la respirazione, inducendo ipotermia ed infine il decesso. È maggiormente efficace contro piccoli roditori come i topi domestici, in condizioni di freddo o fresco. L’alfacloralosio viene spesso utilizzato nelle esche ad una concentrazione di 2-4% all’interno del prodotto. I sintomi si manifestano rapidamente. È un principio attivo che denota il minore livello di rischio per le specie non bersaglio di taglia media o grossa. Rischi di intossicazione secondaria trascurabili. In caso di avvelenamento riscaldare il più possibile l’animale intossicato. In caso di convulsioni, somministrare Diazepam o Pentobarbital o Fenobarbital ed eventualmente fare respirazione assistita.

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